Giornata della consapevolezza sull’autismo

“Se evitassimo di parlare di problema, di difetti, di diversità ma parlassimo solo di bambini, di uomini e di donne, non ci sarebbe molto da spiegare.

Ci sarebbe solo da imparare ad ascoltare.”

In questa giornata di riflessione mondiale sull’autismo,

tutto si colora di blu, mani, faccia, monumenti, per ricordare, per avvicinare, per continuare a tenere acceso un riflettore su una tema così importante e così delicato, anche e soprattutto al tempo del coronavirus.

L’autismo è fatto di insolite diversità, di particolarità e unicità che spesso spaventano, incutono timore, si vogliono nascondere per evitare giudizi, sguardi indiscreti, recriminazioni da parte degli altri. Ed è così che si decide per una reclusione forzata, ci si isola dagli altri, ci si intristisce…proprio come è capitato a tutti noi in questi giorni. Però noi abbiamo lo slogan “Andrà tutto bene!”, e noi ci crediamo che finirà, e questo ci dà speranza e ci regala sorrisi. L’Autismo di una persona non finirà, non cesserà di essere in lui o in lei. Ma possono cessare i nostri giudizi, le nostre paure del diverso, le nostre esclusioni “per evitare problemi”.

“Da soli si va più veloci, insieme si va più lontano” (cit.) e allora proviamo ad accettare noi per quello che siamo e gli altri per ciò che sono, senza dover per forza sempre etichettare tutto, senza cercare di uniformare tutti ad un solo modello di uomo. Impariamo ad ascoltare gli altri, quando urlano e quando tacciono. Impariamo a vedere la bellezza dell’unicità di ognuno di noi. Impariamo a volerci bene tutti, sempre.

Vi consiglio la visione del corto “Float” della Pixar. 5 minuti per raccontare con delicata poesia la storia di un padre e di un figlio con autismo.

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